Storia e superstizioni del gatto nero e perché, contrariamente a quello che tanti pensano, porta fortuna!

Il gatto nero porta fortuna e in questo articolo vogliamo raccontarvi la sua storia, le paure e le superstizioni che erroneamente circondano questo splendido felino.

Riteniamo che sia tra gli esemplari più belli, con il suo manto che pare velluto e gli occhi gialli o di un colore simile all’ambra.

Caratterialmente è un animale affettuoso, fedele e gradisce molto le coccole del suo padrone. Come molti suoi simili è uno spirito libero e per questo ama gironzolare ed esplorare il suo territorio.

Secondo il parere di esperti l’indole del gatto nero si differenzia a seconda del sesso.

Le femmine sono più irascibili, mentre il maschio è in genere tranquillo e sornione.

Non sono comunque felini aggressivi e quando sono in casa, amano appisolarsi sul divano accanto al proprio padrone.

Vediamo quali sono le principali razze del gatto nero!

BOMBAY:

il cui pelo ricorda quello della pantera, mentre i suoi occhi sono quelli tipici che risaltano sul manto scuro. Molto casalingo, un poco ingordo, non ha uno spiccato senso della sopravvivenza. Soffre la presenza di altri gatti, mentre apprezza la compagnia di altri animali, cani compresi. Ama giocare, soprattutto con i bambini!

DEVON REX:

di questa razza ne esistono alcuni interamente neri, altri invece, presentano aree di pelo tendente al marrone scuro. Corpo snello e muscoloso, con il pelo corto, dal carattere molto vivace e giocherellone.

Alterna fasi nelle quali è molto presente, ad altre dove ama estraniarsi e stare per fatti propri. È comunque un ottimo amico di famiglia !

PERSIANO:

dal pelo lungo, la corporatura importante, gli occhi che vanno da un colore aranciato a quello dell’ambra, è il tipico esemplare proveniente dalla Persia.

È un amico dolce e affettuoso, ma non ama la presenza di altri animali in giro per casa. Se abituato, può essere socievole con altri gatti, ma predilige senza dubbio essere la star della famiglia!

Tra le altre specie possiamo citare l’Angora, il Maine, che è un esemplare di solito più grande rispetto ai comuni gatti, e il Siberiano proveniente dalle steppe del nord.

Ovviamente esistono poi una serie di incroci altrettanto particolari e dal carattere sempre affettuoso.

Veniamo ora al discorso della superstizione e a come si differenzia l’approccio con il gatto nero a seconda delle latitudini e delle culture.

Se in Italia, come anche in Spagna e in parte negli Stati Uniti, incrociare un gatto nero è segno di sfortuna, in Giappone, Scozia e tutto il Regno Unito, è visto come portatore di generosità e ricchezza.

Pensate che le navi che salpavano dai porti di Sua Maestà, erano solite imbarcare qualche gatto nero proprio come segno propizio e simbolo di protezione.

In Germania, Paese che dovrebbe essere meno sensibile a certe forme di superstizione, la differenza tra buono o cattivo segno, dipende dalla direzione di attraversamento.

Da destra a sinistra non è considerato favorevole, mentre il contrario viene letto come segnale porta fortuna.

In Cina, attraversamento a parte, il micio nero non incontra proprio i favori della tradizione.

Da dove nasce questa credenza?

Origina, per quanto ci è dato sapere, nell’epoca Medievale, periodo nel quale i viaggi avvenivano in carrozza, spesso erano lunghi e duravano giorni e giorni.

Non era remota la possibilità che le carrozze viaggiassero anche durante la notte e l’incontro con un gatto nero mimetizzato con le tenebre, ma con gli occhi dal colore vivace, portava scompiglio ai viaggiatori e ai cavalli che, spaventandosi, si imbizzarrivano.

Nel 1200 contro l’innocuo felino si accanì anche il papato, nella figura di Gregorio IX che, non avendo per le mani materiale necessario per inquisire qualcuno, se la prese con il gatto nero. Lo eresse a simbolo di stregoneria, e ne ordinò l’uccisione.

Non c’era solo l’ignoranza ad alimentare queste credenze, ma anche il fatto che, come abbiamo ricordato, popoli e navigatori britannici lo portassero a bordo della navi.

Era presente quindi, anche sulle navi dei pirati, temuti padroni e predoni del mare. Così, la raffigurazione del gatto nero accanto al pirata, equivaleva a simboleggiare il diavolo proteso all’attacco.
Da qui la sua demonizzazione.

Ci sono poi culture che come abbiamo visto la pensavano e la pensano in maniera diversa. Tra quelle antiche ricordiamo la cultura egiziana.

In Egitto i gatti erano particolarmente amati e, come nel caso della Dea Bastet, addirittura ne simboleggiavano il potere.

Anche nella Roma antica i gatti in generale erano visti come animali sacri e la loro uccisione era punita severamente. Dopo la loro morte le ceneri venivano sparse come segno propiziatore e porta fortuna.

Quando magari durante un incendio in casa il gatto periva, la famiglia osservava un periodo di lutto e si rammaricava per non essere riuscita a salvare un animale considerato benevolo.

Fortunatamente, al nostro amico dal pelo scuro, ha pensato una celebre canzone dello Zecchino d’Oro degli anni sessanta e ne ha celebrato il riscatto. Chi non ricorda il ritornello di ” volevo un gatto nero” ?

Voi cosa ne pensate? Amate o temete questo felino?
Scriveteci le vostre opinioni e le vostre esperienze e condividete per conoscere quelle dei vostri amici!

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