Le sedie vuote il giorno di Natale ci raccontano di chi non c’è più

Sono un simbolo di grande nostalgia le sedie vuote di Natale, ci raccontano di chi non c’è più. Sono il simbolo di una memoria cara e preziosa. Simbolo di infinito amore.

Natale si avvicina, e con esso tutte le usanze, tradizioni, situazioni che lo connotano come la festa più bella dell’anno.

Una festa che, da tempo, è diventata principalmente , se non completamente, una frenetica corsa che arriva al suo culmine con la cena della vigilia e con il pranzo del giorno successivo.

Molti non sanno nemmeno cosa festeggiano, faticano a distinguere un oggetto comperato a poco prezzo, (perché il budget è stato consumato dagli arretrati delle tasse), con il significato della strenna natalizia, simbolo di scambio e condivisione.

 

Ma non è di questo che vogliamo parlare, quanto delle assenze, di quelle sedie vuote che risaltano in quei due appuntamenti che, per tradizione, riuniscono la famiglia.

Spazi che, spesso, nemmeno l’abbondanza di cose materiali riescono a riempire, perché sono vuoti di persone scomparse, conseguenze di separazioni, lontananze dovute al lavoro.

E così, gli atteggiamenti e le risposte degli adulti variano a seconda delle tipologie di sedie vuote.

C’è chi, per contrastare un lutto, cercherà conforto nell’idea che queste giornate trascorrano il più velocemente possibile.

Mentre chi é lontano ed assente per lavoro confiderà in una sorte migliore l’anno seguente.

 

 

Diversa la situazione per coloro che sono separati e che non hanno modo di condividere appieno il calore di queste giornate con i propri figli.

Ognuna di queste situazioni porta in sé quel senso di vuoto rappresentato appunto dalla sedia vuota o mancante.

Chi dovrà risentirne meno, o non risentirne affatto, sono i più piccoli, i bambini.

Per loro, da sempre, la magia di questa festa e di queste giornate riesce a distogliere l’attenzione dalle sedie vuote.

 

I bambini hanno un dono particolare che sanno utilizzare anche nelle situazioni difficili, e cioè trasformare con un loro sorriso sguardi malinconici in lampi di gioia e serenità.

I bambini hanno la capacità di essere veri, naturali, e quindi non distanti dalla tristezza che una persona assente può causare al loro cuore, ma hanno anche l’incredibile risorsa di sapere vivere la felicità nonostante tutto.

E quindi la cosa migliore è lasciarsi accompagnare dalla loro giovane saggezza, dal loro modo, comunque entusiasta, di sapere cogliere la magia di questa festa.

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