Le conseguenze della corazza caratteriale e come agiscono i blocchi energetici nel nostro corpo

La corazza caratteriale è una sorta di spessa armatura che indossiamo per proteggerci dagli urti emotivi e mantenere quindi il più stabile possibile il nostro equilibrio mentale.

È forte il legame che unisce corpo e mente. Forte come quello esistente tra i dolori fisici e le nostre emozioni.

Tutto ciò che viviamo e sentiamo, soprattutto in termini negativi, può turbare la nostra anima. Questo turbamento si manifesta attraverso i male sseri fisici che avvertiamo.

Traumi emotivi, stress, situazioni di angoscia o comunque negative, possono mettere in atto un meccanismo di difesa.

Wilhelm Reich, psichiatra e psicanalista austriaco (Dobrzcynica, Galizia, 1897 – Lewisburg, Pennsylvania, 1957) e allievo di Freud, per primo parlò in modo esaustivo di questo meccanismo di difesa che denominò “corazza caratteriale”.

La corazza caratteriale viene “indossata” dall’essere umano per proteggersi da tutte le emozioni negative quali la rabbia, l’ansia, l’angoscia e mantenere così l’equilibrio mentale.

A livello fisico la corazza provocherà un irrigidimento, tensione, una vera e propria seconda corazza, ma muscolare questa volta.

Le due corazze, strettamente connesse, agiranno insieme nei confronti della salute psicofisica.

In seguito entrambe le corazze, non consentiranno all’individuo di vivere serenamente, al pieno delle sue forze e delle sue capacità.

Possiamo immaginarle come una sorta di unica grande gabbia che costringe, imprigiona e non permette di vivere in piena consapevolezza la vita. Non permette di crescere e di evolvere.

Un blocco energetico avviene quando la nostra energia, invece di fluire liberamente, stagna in un determinato punto.

I blocchi energetici provocano quindi, rigidità e immobilità fisica e mentale.

L’energia può stagnare in diverse parti del nostro corpo e in base ad esse, avveriamo malesseri più o meno gravi.

La corazza è rappresentata da una serie di segmenti che si occupano di limitare la consapevolezza e l’emotività corporea.

 

I 7 segmenti richiamano alla memoria i 7 centri energetici della medicina ayurvedica, o chakra:

oculare,
orale,
cervicale,
toracico,

diaframmatico,
addominale,
pelvico.

Osserviamo nello specifico i relativi blocchi:

Blocco oculare

Limita la visione della realtà nella sua interezza e induce alla fuga, se non fisica, quantomeno mentale favorita da una forte immaginazione e tendenza alla fantasticheria.

Solitamente l’individuo manifesta timori, timidezza, circospezione. Può arrivare a nutrire invidia, a sopravvalutare gli altri perché ormai “cieco” nei confronti delle sue capacità.

Blocco orale

Induce alla dipendenza, ad avvertire ansia nelle riunioni sociali, al rifiuto e all’indifferenza nei confronti dei bisogni altrui.

A livello corporeo avverte tensione o contrazione muscolare al collo, alla nuca, al viso.

Caratterialmente si alternano stati d’animo opposti tra loro al punto da dimostrarsi contraddittori.

Blocco cervicale

Comprende la zona del collo e provoca rigidità psicofisica. Come nel blocco precedente si alternano stati d’animo e atteggiamenti ambivalenti: sfide e rinunce, desiderio di potere e senso inadeguatezza, ipervalutazione e distacco emotivo.

Fisicamente l’individuo avverte tensione nella parte alta delle spalle.

Blocco toracico

È la sede dei conflitti tra la razionalità e l’emotività.
Ne consegue l’assunzione di un maggior carico di responsabilità, insoddisfazione e delusione per la propria vita, dolore.

Blocco del diaframma

Comporta la difficoltà ad alternare e lasciar fluire le emozioni così come avviene con l’aria durante la respirazione.

Ne consegue la frustrazione, l’incapacità di abbandonarsi ai semplici piaceri della vita e il serio rischio di sviluppare l’ansia.

Blocco addominale – pelvico

Appartiene agli individui che hanno difficoltà a manifestare le emozioni che vengono quindi vissute come espressione di pericolo.

Ne consegue il distacco verso la propria sessualità e tensione del bacino.

I blocchi energetici variano di intensità ed espressione da persona a persona naturalmente, ma la lettura può offrire uno spunto di riflessione importante per tutti noi.