Il lato oscuro dell’empatia: 5 modi in cui le persone ipersensibili sperimentano il mondo

Gli empatici sono persone profondamente sensibili e ricettive alle emozioni e alle energie degli altri.

L’empatia ha il suo lato oscuro e un suo modo, ipersensibile, di sperimentare il mondo.

Sentono le emozioni altrui come se fossero le proprie e questo può essere come una vera una sfida, soprattutto quando assorbono stati d’animo non sempre positivi.

Gli empatici sono anche estremamente intuitivi.
Leggono al volo persone e situazioni, ben oltre le prime impressioni. La loro natura generosa e la loro percezione della psiche, li rendono anche naturali guaritori.

Chi è un empatico?
Potremmo aver già sentito il termine “empatia”.
Ma cosa significa veramente? Il termine “empatia” si riferisce a una realtà scientifica?

O è semplicemente, come alcuni scettici proclamano, un termine che glorifica le persone che sono ipersensibili e intuitive?

Anche gli scettici non possono negare che ci sono nel mondo persone sensibili ai bisogni e alle emozioni degli altri; in grado di coglierne la complessità ed in possesso di una naturale capacità di guarire.

L’idea che le persone possano sentire le emozioni altrui non è completamente fuori dall’ottica scientifica.

La ricerca indica che il “contagio emotivo,” la tendenza a “catturare” i sentimenti degli altri, è più comune di quanto si possa pensare (Hatfield, 2009).

Per secoli, gli scienziati hanno studiato la tendenza inconscia e automatica volta ad imitare le espressioni delle emozioni degli interlocutori e, in molti casi, di provare le stesse sensazioni attraverso le interazioni sociali.

Gli studi hanno dimostrato che l’imitazione di un cipiglio di un sopracciglio, un sorriso o altra espressione di emozione innesca una reazione nel nostro cervello che ci spinge a interpretare questi sentimenti come nostri.

Nelle scienze sociali, questo processo in cui una persona o un gruppo influenza le emozioni e i comportamenti emotivi di un’altra persona o gruppo, attraverso il trasferimento consapevole o inconscio delle emozioni, è chiamato “contagio emotivo”.

Il nostro sistema di neuroni specchio ci consente di sentire “istintivamente” ciò che un’altra persona prova quando la osserviamo in azione.

Quando osserviamo ciò che qualcuno sta facendo, le stesse aree del nostro cervello sono attivate come se stessimo recitando insieme ad esso.

Ancora più sorprendente è che una piccola parte della popolazione sta sperimentando quella che è nota come “sinestesia visiva-tattile”, uno strano fenomeno in cui i sensi visivi e tattili sono all’opera e permettono di “sentire” letteralmente quando si osserva e si tocca una persona. (Medina e DePasquale, 2017).

D. Judith Orloff, professore di psichiatra e autore di The Empath’s Survival Guide, ha trascorso più di venti anni aiutando empatici e persone ipersensibili ad accedere alle loro capacità naturali e nello stesso tempo a riguadagnare una qualche forma di controllo.

Nel suo libro, Second Sight, Orloff ci ricorda che come psichiatra, doveva imparare a reprimere le sue naturali capacità empatiche per “adattarsi allo schema” della comunità medica.

Ricorda che nel bel mezzo di una sessione con un paziente, ebbe l’intuizione che questo stesso cliente (che sembrava più felice rispetto alle settimane precedenti) fosse il punto di togliersi la vita.

Ignorò questo segnale, ma non rimase sorpreso quando, poche ore dopo, ricevette la notizia che il paziente aveva realmente tentato il suicidio, fortunatamente senza riuscirvi.

Questo è solo uno dei tanti lampi di chiaroveggenza che sono diventati veri. Fu solo mescolando medicina e intuizione che il dottor Orloff fu in grado di sfruttare al meglio il suo potere di empatia.

Ecco quali sono le 5 caratteristiche distintive:

1- Gli empatici e le persone ipersensibili sono detective emotivi

Non solo sono in grado di “catturare” le energie presenti in una stanza non appena entrano, ma sono anche estremamente consapevoli dei micro-cambiamenti che avvengono nelle espressioni facciali, nella voce o nelle differenze tra ciò che qualcuno dice e ciò che la loro lingua del corpo testimonia.

2- Le personalità tossiche sono attratte dagli empatici e queste relazioni sono terreno fertile per l’autodistruzione

I narcisisti malevoli tendono ad entrare in empatia con la loro preda perché sanno che sono piene di energia, risorse e supporto di cui possono facilmente nutrirsi. Gli empatici sono in grado di aumentare le energie di coloro che li circondano attraverso la ricchezza delle loro emozioni e per la loro capacità di adattarsi agli altri.

3- Se non stanno attenti, gli empatici possono diventare vere spugne emotive, assorbendo ogni negatività che non è loro

Ciò che è strano degli empatici è che sono in grado di spingere chiunque ad aprirsi con loro, a raccontare la loro storia e viverla in maniera totale.
Questo perché gli empatici sono naturalmente persone calorose, attente al prossimo.

4- Hanno un grande potere, ma generalmente non sanno come utilizzarlo a loro favore

I loro grandi sogni possono essere rapidamente realizzati; l’abbondanza può accadere a loro in grandi quantità; l’amore e l’affetto possono inondare le loro vite, se sono capaci di aprirsi ad esso, dimenticando o, meglio, ripulendosi dalle scorie negative.

5- Sono multiformi e complessi, proprio come i loro sentimenti

Gli empatici non sono “solo amore e luce”, anzi. Molti soffrono di depressione, ansia, dipendenze e dubbi a causa della loro ipersensibilità e ricettività alle emozioni degli altri.

L’intensità delle emozioni vissute dagli empatici (che siano loro o le vibrazioni energetiche degli altri) possono svuotarli e privarli delle loro energie più positive.

Ecco perchè per questa categoria di persone diviene fondamentale avere sempre un equilibrio, alternando cioè momenti di immersione sociale ad altri nei quali è bene un certo isolamento per ricaricare le batterie.

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