Depressione: entro il 2020 sarà la seconda malattia più invalidante

Ad affermarlo è stato l’OMS, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità: entro pochi anni la depressione sarà la seconda malattia più invalidante. Lei arriva dolcemente…
Così. Come quelli che non vogliono niente. Un giorno ti svegli e ti senti triste, scoraggiato.

Null’altro. Oltre alla sensazione di vuoto e un incontrollabile bisogno di piangere, senza una ragione apparente. La depressione è così.
Un male silenzioso, incompreso a volte, persino da chi ne soffre.

Donna che guarda fuori dalla finestra

È un malessere che non riesci a spiegare. C’è qualcosa che ti toglie l’aria, che ti soffoca, ma cos’è?
È una paura improvvisa, ma di cosa?
È un dolore atroce, lo senti, non lo trovi sul corpo.
Dove si nasconde?

Nella tua testa, nella tua anima.

Considerata un disturbo dell’umore, la depressione è caratterizzata da una costante tristezza e altri sintomi negativi che rendono incapace l’individuo di compiere le normali attività quotidiane.

Donna depressa tra la gente

OMS: entro pochi anni la depressione sarà la seconda malattia più invalidante

Il lavoro, lo studio, la famiglia, gli amici … diventano solo disperazione, momenti di tristezza, motivo di inadeguatezza, di sconforto.
La sensazione di malessere è profonda, piena di sensi di colpa , dubbi, di “mal di vivere.”

Secondo l‘OMS (Organizzazione mondiale della sanità), entro il 2020 la depressione sarà la seconda malattia più invalidante al mondo dopo le patologie cardiovascolari.

Attualmente, oltre 120 milioni di persone soffrono di depressione nel mondo.
Circa 30 milioni di Europei.

Primo piano donna

In Italia è il disturbo mentale più diffuso. Ne soffrono 2,8 milioni di persone: donne e disoccupati le persone più a rischio.

La diffusione di questo disturbo interessa entrambi i sessi, con una prevalenza doppia nelle donne rispetto agli uomini e tutte le fasce di età, con un tasso di prevalenza del 4% sotto i 18 anni.

Descritta per la prima volta all’inizio del XX secolo, la depressione ancora oggi è confusa con la tristezza, un sentimento comune a tutte le persone in diversi momenti della vita.

Il vero fraintendimento del funzionamento di questo disturbo affettivo, è il principale responsabile di uno dei maggiori problemi per chi soffre di depressione: il pregiudizio.

Uomo triste

Secondo Marcos Pacheco Ferraz, dell’Unifesp (Università Federale di San Paolo), esiste ancora e danneggia molto il paziente.

E non è tutto.
L’ignoranza intorno alla malattia fa sì che familiari e amici, nel tentativo di aiutare, peggiorino ulteriormente la condizione depressiva.

Frasi come:
“abbi un minimo di forza di volontà”, “andiamo a fare shopping e vedrai che dopo ti sentirai meglio”, “hai una vita così bella, perché dei depressa?”, “se tu avessi cose importanti a cui pensare, non avresti il tempo di pensare alle sciocchezze…”
funzionano come una bomba nella testa di coloro che lottano ogni giorno anche per alzarsi semplicemente dal letto.

Donna pensierosa

Queste domande sono i sintomi dell’ignoranza che circonda questa malattia. Che si tratti di stanchezza, di pigrizia, di noia, è un pensiero fin troppo comune.

Non riescono a capire che una persona depressa non riesce a reagire. Che non dipende dalla sua volontà.

Quello che non bisogna mai dimenticare, nonostante questi dati e previsioni, è che la depressione può essere curata.

Se ne esce. Con l’aiuto delle terapie adeguate e con il conforto di quelli che ti amano.

Un giorno ti svegli.
E sei di nuovo vivo.

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